La 26.Panzer-Division è stata l'unica divisione corazzata impiegata dai tedeschi sul fronte italiano ininterrottamente dall'estate 1943 sino al termine della guerra. Fu costituita ufficialmente a Mons, in Belgio, il 14 settembre 1942 con unità di vari reparti e comandi, in maggior parte della 23.Infanterie-Division che aveva subito gravi perdite sul fronte orientale, sotto il comando del General der Panzertruppen Smilo Freiherr von Lüttwitz. Il personale proveniva principalmente dalla regione tedesca del Brandenburg, al centro della Prussia, ; le reclute erano della classe 1923 e molti ufficiali appartenevano alla riserva. L'unità era ufficiosamente conosciuta come "Potsdam Division", dal nome della città dove avevano sede depositi e centri di reclutamento, oppure come "Gardegrenadier-Kopf Division", divisione della testa del Granatiere della Guardia. Veniva considerata l'erede della Vecchia Guardia prussiana.
In ottobre la divisione venne inviata nel nord della Francia per completare l'addestramento e con compiti di presidio, in attesa di essere inviata sul fronte orientale. A fine giugno l'OKH comunicò una nuova destinazione : l'Italia. 
La 26.Panzer-Division discese la penisola divisa in due lunghe colonne, che in alcune occasioni furono attaccate da aerei e costrette a cambiare le zone di raduno. Posizionata il 16 luglio nella vasta zona tra Napoli, Potenza, Pontecagnano ed Eboli con il LXXVI Panzerkorps del Generalleutnant Herr, la divisione venne presto spostata a Salerno. La massa della divisione, senza carri armati, fu impiegata nella protezione di Bari e Foggia e nella difesa antisbarco del golfo di Taranto. 
Il 3 settembre 1943 gli alleati, dopo aver completato l'occupazione della Sicilia, superarono lo stretto di Messina sbarcando nella Calabria meridionale senza trovare opposizione. Quattro giorni dopo si svolse il primo scontro a fuoco con elementi della 26.Panzer-Division la cui missione consisteva nell'ostacolare al massimo il nemico senza impegnarsi in grossi combattimenti. 
Da qui in poi la divisione iniziò la propria ritirata partecipando a tutti i combattimenti nel Lazio, dopo l'8 settembre, in Campania dopo lo sbarco alleato a Salerno, sul fiume Volturno, risalendo poi verso l'Alto Molise e gli Abruzzi. Ai primi giorni di novembre l'unità, forte di 12.400 uomini e di centinaia e centinaia tra carri armati, veicoli blindati ed altri mezzi di trasporto, raggiunse Isernia ritirandosi poi sulla "Linea Barbara" tra i monti Cervaro e Rossa.
Iniziò a questo punto l'impiego della divisione come "Feuerwehr" ovvero come "pompiere del fronte" che accorreva dove scoppiava un "incendio".
Dal 20 novembre la divisione si spostò lungo la linea del fiume Sangro per opporsi agli attacchi della 8°Army sulla costa adriatica. Numerosi furono i combattimenti nella quale fu coinvolta ( Orsogna, Ortona, Guardiagrele. L'inizio del 1944 vide la 26.Panzer-Division trincerata sul fronte adriatico ma, alla notizia dello sbarco alleato avvenuto il 22 gennaio ad Anzio e Nettuno, ebbe l'ordine di muoversi subito per raggiungere l'area dei combattimenti ai quali partecipò fino al 14 marzo quando venne ritirata sui colli Albani per essere rinforzata e costituire una riserva dell'"Heersgruppe C". 
Nei primi di maggio la divisione venne nuovamente impiegata per rallentare l'avanzata di francesi, canadesi e sudafricani con i quali sostenne numerosi scontri. Passata sotto il comando del I.Fallschirmkorps nel giugno 1944, l'unita' fu raggruppata ad Orvieto continuando a combattere in azioni di retroguardia. Proseguendo nella ritirata generale delle truppe tedesche la divisione combattè in Toscana, toccando Siena e Volterra. Da qui si spostò v erso la costa tirrenica transitando da Lari, Pontedera, Ponsacco e Fucecchio.
A partire dal 25 agosto la divisione venne sganciata dai combattimenti, raggruppata nei dintorni di Monsummano e destinata a difendere la parte orientale della Linea Gotica. La divisione difese la strada adriatica ritirandosi gradatamente verso nord dove venne impiegata nella difesa di Ravenna, caduta in mano alleata il 4 dicembre.
Pur ridotta a un migliaio di combattenti, fra i quali alcuni ragazzi di 17 anni addestrati per due soli mesi in Germania, quando il nemico superò la via Emilia in direzione di Faenza, i carri e i fanti tedeschi lottarono casa per casa lasciando la città solo il 17. Nel febbraio del 1945 la divisione si trovava dispersa tra la zona a sud-est di Bologna e Ferrara.

 Ricostituita con reparti e mezzi provenienti da altre unità disciolte, la 26.PD costituiva al momento l'elemento tedesco più forte in Italia con i suoi 13.500 uomini e alcune centinaia di carri. Il 9 aprile iniziò l'offensiva finale alleata con tremendi bombardamenti. Seguendo il piano predisposto nel marzo, la 26.Panzer-Division arretrò sulla linea del fiume Santerno e sotto Imola. A questo punto gli avvenimenti si succedettero rapidamente: i reparti corazzati tedeschi vennero decimati dai bombardamenti, diretti anche a singoli soldati, Bologna cadde in mano alleata il 21 aprile e gli scarni resti della divisione passarono il Po a Polesella su zatteroni e barche dirigendosi verso Abano Terme. 
Le perdite erano state altissime e molti uomini erano stati catturati. Nonostante questo, alcuni reparti della 26.PD continuarono a combattere aprendosi la strada verso il Brennero con le armi. Il 30 aprile la notizia della resa delle truppe tedesche in Italia raggiunse il grosso dell'unità nei pressi di Trento e Bolzano.